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CHI HA FATTO LA STORIA DEI VIGILI DEL FUOCO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Albo delle vittime del dovere

 

 

 

 

 

Giovanni Salza (+ Torino - 20/10/1875)

A seguito di un incendio avvenuto in una drogheria in Via Milano 14 in Torino, ci fu uno scoppio causato da un contenitore di benzina. La deflagrazione provocò il crollo della volta dell'esercizio commerciale, che travolse alcuni pompieri e il personale del negozio. Il caporale Salza subì delle gravissime ferite che ne causarono la morte.

 

Pietro Pont (+ Torino - 31/05/1891)

Durante la consueta esercitazione domenicale, il vigile Pont cadde durante le fasi di montaggio della scala alla "italiana". Il decesso avvenne alcune ore dopo l'incidente, presso l'ospedale San Giovanni Battista di Torino.

 

 

               
 

Agostino Regis (+ Torino - 10/06/1912)

Il pompiere Regis, mentre si trovava sul tetto dello stabilimento, intento alle operazioni di spegnimento del vasto incendio che aveva interessato l'enorme complesso industriale, ingannato dal fumo, percorse un lucernario, credendo avesse una lastra di metallo e non vestro. Il vestro cedette al suo peso, facendolo precipitare per circa 15 mt. Venne trasportato all'Ospedale San Giovanni Battista di Torino, dove giunse cadavere. 100.000 torinesi parteciparono ai suoi funerali.

 
 

Tommaso Dezzuto (+ ? - 06/02/1942)

Deceduto per probabili cause connesse ai bombardamenti alleati. 

   
               
 

Aldo Morano (+ Chieri - 20/04/1943)

Deceduto per probabili cause connesse ai bombardamenti alleati.

 

Domenico Morello (+ Torino - 14/07/1943)

A seguito dell'incursione aerea alleata del 13 luglio, mentre era intento alle operazioni di spegnimento dell'incendio che aveva coinvolto lo stabile di via Po 51, il vigile Morello venne travolto dal crollo di parte dell'edificio.

   
               
 

Amleto Viroglio (+ ? - 04/08/1943)

Non si conoscono appieno le cause. Tuttavia il decesso potrebbe essere avvenuto per cause legate ai bombardamenti.

 

Luigi Anzola (+ Torino - 04/06/1944)

Durante il bombardamento aereo alleato del 4 giugno, un'autopompa dei vigili del fuoco della Caserma Centrale di Porta Palazzo (l'ACM VF 2714 con MP 146), mentre percorreva il corso Regina Margherita in direzione collina, per andare nella zona di Moncalieri, all'imbocco del ponte dell'omonimo corso, sul Fiume Po, un pedone attraversò repentinamente il corso. L'autista dell'autopompa che si recava per un soccorso, per evitarne l'investimento, frenò con vigore l'automezzo. Questo essendo in curva si ribaltò. Due vigili vennero sbalzati fuori, gli altri rimasero incastrati nella cabina. In quel momento sopraggiunse un autocarro della Società Gasche investì il mezzo VF e i vigili sbalzati fuori. Il vigile Scarano morì sul colpo per lo schiacciamento del torace, mentre il vigile Anzola morì poco dopo in ospedale per la frattura della base cranica. Gli altri due vigili rimasero fortunatamente solo feriti.

   
               
 

Vincenzo Scarano (+ Torino - 04/06/1944)

Durante il bombardamento aereo alleato del 4 giugno, un'autopompa dei vigili del fuoco della Caserma Centrale di Porta Palazzo (l'ACM VF 2714 con MP 146), mentre percorreva il corso Regina Margherita in direzione collina, per andare nella zona di Moncalieri, all'imbocco del ponte dell'omonimo corso, sul Fiume Po, un pedone attraversò repentinamente il corso. L'autista dell'autopompa che si recava per un soccorso, per evitarne l'investimento, frenò con vigore l'automezzo. Questo essendo in curva si ribaltò. Due vigili vennero sbalzati fuori, gli altri rimasero incastrati nella cabina. In quel momento sopraggiunse un autocarro della Società Gasche investì il mezzo VF e i vigili sbalzati fuori. Il vigile Scarano morì sul colpo per lo schiacciamento del torace, mentre il vigile Anzola morì poco dopo in ospedale per la frattura della base cranica. Gli altri due vigili rimasero fortunatamente solo feriti.

 

Andrea Quadrigi (+ Rivalta Torinese - 24/07/1944)

Il vigile Quadrigi morì a causa del crollo della sua abitazione, colpita dall'incursione aerea del 24/07/1944, nel tentativo di portare in salvo le sue due bimbe. Purtroppo nel crollo dell'edificio, una trave lo colpì in pieno uccidendolo sul colpo. Tuttavia riuscì a proteggere le sue figlie e a metterle in salvo.

   
               
 

Giuseppe Ressia (+ Livorno Ferraris (VC) - 14/05/1946)

Al rientro da un intervento di recupero di un'autocarro civile precipitato nel canale "Cavour", il maresciallo Ressia era alla guida dell'autovettura dell'ufficiale. A causa dell'asfalto viscido di un cavalcavia e di una brusca frenata per evitare l'impatto con un altro autocarro che proveniva nel senso inverso, l'automezzo VF precipitò nella sottostante scarpata. In maresciallo Ressia morì poco dopo per le ferite interne riportate.

 

Pietro Vandelli (+ Torino - 27/03/1953)

Il 23 marzo, durante le operazioni di spegnimento di un tetto di un edificio di civile abitazione, senza alcun segno premonitore, cedette una parte del sottotetto dell'edificio, travolgendo tre vigili del fuoco. Due di essi caddero per tre piani, mentre il vigile Vandelli riuscì a fermarsi al piano sottostante. I suoi due compagni riportarono ferite non gravi, mentre Vandelli, seppur apparentemente più fortunato di loro, riportò dei gravi traumi interni. Trasportato d'urgenza in ospedale, morì purtroppo quattro giorni dopo.

   
               
 

Giacomo Gindro (+ Rivarolo C.se 02/01/1958)

Alle ore 20,35 del 2 gennaio 1958 l’autopompa OM Leoncino del Distaccamento Volontario di Rivarolo Canavese, mentre si dirigeva verso il Comune di Rocca Canavese per un grave incendio di cascina, all'altezza del passaggio a livello tra Rivarolo e Favria, veniva investita dall'automotrice del treno proveniente da Pont, a causa del passaggio a livello lasciato aperto dal casellante.
Nel violento impatto perirono quattro vigili del fuoco, tra questi Gindro Giacomo. Altri quattro rimasero feriti.

 

Antonio Merlo (+ Rivarolo C.se 02/01/1958)

Alle ore 20,35 del 2 gennaio 1958 l’autopompa OM Leoncino del Distaccamento Volontario di Rivarolo Canavese, mentre si dirigeva verso il Comune di Rocca Canavese per un grave incendio di cascina, all'altezza del passaggio a livello tra Rivarolo e Favria, veniva investita dall'automotrice del treno proveniente da Pont, a causa del passaggio a livello lasciato aperto dal casellante.
Nel violento impatto perirono quattro vigili del fuoco, tra questi Merlo Antonio. Altri quattro rimasero feriti.

   
               

 

Domenico Porello (+ Rivarolo C.se 02/01/1958)

Alle ore 20,35 del 2 gennaio 1958 l’autopompa OM Leoncino del Distaccamento Volontario di Rivarolo Canavese, mentre si dirigeva verso il Comune di Rocca Canavese per un grave incendio di cascina, all'altezza del passaggio a livello tra Rivarolo e Favria, veniva investita dall'automotrice del treno proveniente da Pont, a causa del passaggio a livello lasciato aperto dal casellante.
Nel violento impatto perirono quattro vigili del fuoco, tra questi Porello Domenico. Altri quattro rimasero feriti.

 

Renato Sacchi (+ Rivarolo C.se 02/01/1958)

Alle ore 20,35 del 2 gennaio 1958 l’autopompa OM Leoncino del Distaccamento Volontario di Rivarolo Canavese, mentre si dirigeva verso il Comune di Rocca Canavese per un grave incendio di cascina, all'altezza del passaggio a livello tra Rivarolo e Favria, veniva investita dall'automotrice del treno proveniente da Pont, a causa del passaggio a livello lasciato aperto dal casellante.
Nel violento impatto perirono quattro vigili del fuoco, tra questi Sacchi Renato. Altri quattro rimasero feriti.

 

 

               

 

Ferruccio Petris (+ ? - 23/04/1966)

Incidente stradale

 

 

Enrico Vinassa (+ SS Torino/Susa)

Il vigile Vinassa, mentre si recava con la propria auto a Torino per prendere servizio in sede, subiva un grave incidente stradale, causato da alcuni camion. L'urto violento con uno di essi, provocò l'incendio della benzina del proprio automezzo. Non potendo uscire dall'abitacolo poicchè incastrato all'interno, morì carbonizzato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alessandro Cattaneo (+ Rivarolo C.se - 10/09/1971)

Ferito per un incidente stradale avvenuto nel comune di Rivarolo canavese (TO), veniva trasportato a Torino, strada facendo l'auto che lo trasportava subiva un ulteriore incidente. Giunse ancora ferito all'Ospedale San Giovanni Bosco di Torino, dove morì pochi minuti dopo.

 

Alberto Buat (+ Valchiusella - 30/12/1974)

Nel corso di un violento incendio di bosco sviluppatosi nella Valchiusella, a causa del forte vento che spirava nella zona, in vigile volontario Alberto Buat del Distaccamento Volontario di Vico Canavese, rimase intrappolato tra le fiamme, senza la possibilità di fuga dall'accerchiamento del fuoco.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Aldo Cagliero (+ Carignano - 01/08/1976)

A seguito di un temporale che si abbattè sulla zona tra le province di Torino e Cuneo, alcuni componenti della squadra dei Vigili del Fuoco Volontari di Carignano, mentre erano impegnati alla rimozione di un albero dalla sede stradale, abbattuto dal forte vento, vennero investiti da un'auto. Il vigile Cagliero morì immediatamente, mentre tre suoi colleghi rimasero feriti.

 

Renato Pozzo (+ Avigliana - 17/03/1978)

La squadra del Distaccamento Volontario di Rivoli, era impegnata all'estinzione di un incendio di sterpaglie lungo la linea ferroviaria Susa/Torino. Il vigile Pozzo doveva segnalare ai possibili treni in transito la presenza dell'incendio. Mentre era impegnato ad effettuare le segnalazioni ad un convoglio in arrivo da Avigliana, diretto a Torino, non si accorse del sopraggiungere di un secondo treno sul tronco parallelo, che lo travolse uccidendolo sul colpo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Piero Vacca (+ Monte Fraidour (Pinerolo) - 12/05/1980)

Piero Vacca con altri compagni di cordata, si trovava quasi sulla cima del monte Fraidour (1450 mt), nei pressi di Pinerolo in provincia di Torino, che era considerata dagli alpinisti una palestra di roccia. Probabilmente perdette l'equilibrio e precipitò per una ventina di metri. Pur rimanendo appeso alla funi di sicurezza, bettè violentemente il capo nonostante il casco protettivo, trovando la morte. Si trovava in parete per una delle tante esercitazioni alle quali partecipava, in quanto faceva parte del soccorso alpino dei vigili del fuoco.

 

Marcello Ravagli (+ Torino - 14/02/1984)

Durante le fasi di un addestramento serale, il vigile Ravagli cadde malamente a terra, da una balconata della palestra della sede. Seppur fosse stata breve la caduta, Ravagli riportò una grave lesione alla colonna vertebrale, che ne causò il decesso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Luigi Bongiovanni (+ Torino - 22/06/1993)

Luigi Bongiovanni era un giovane vigile del fuoco volontario in servizio presso il Distaccamento Volontario di Grugliasco. Nel 1991 subì un gravissimo incidente stradale, perchè venne sbalzato fuori dall'automezzo di servizio, mentre si recava su un intervento di soccorso.
La sua vita, ad appena ventinove anni, ebbe fine all'alba del 22 giugno 1993, dopo un lungo calvario di 641 giorni di coma trascorsi negli ospedali torinesi.

 

Renato Daimo (+ Avigliana - 05/04/1993)

Mentre si recava al Distaccamento di Avigliana per una chiamata di soccorso, a causa delle cattive condizioni della strada, urtava violentemente un'autovettura proveniente in senso inverso. Nell'urto perdette la vita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bartolomeo Califano

La sua scomparsa è avvenuta il 15 ottobre 2000 durante l'alluvione che colpì Piemonte e Valle d'Aosta precipitando con l'automezzo di servizio nel torrente Orco in corrispondenza del ponte crollato sulla S.S. 565 in località Salassa del comune di Castellamonte (TO).
Nonostante le intense ricerche il corpo non venne mai ritrovato.
Bartolomeo Califano nel 2007 è stato insignito, dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano della Medaglia d'oro al merito civile.

 

Paolo Antonio Sette (+ Venaria Reale - 10/05/2001)

Nel corso di un incendio sviluppatosi a seguito di una fuga di gas e dopo aver estratto, seppur ferito gravemente, la vittima, la squadra del Distaccamento Volontario di Venaria Reale, mentre era intento alle operazioni di bonifica dello scenario, malauguratamente si trovava proprio sotto uno dei balconi gravemente danneggiati dall'esplosione. In quel momento il balcone cedette di schianto, travolgendo nella sua caduta Paolo Sette. Trasportato ancora vivo in ospedale, due ore dopo il ricovero morì per le gravi lesioni riportate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Massimo La Scala (+ Bosconero 01/07/2009)

Nel corso di un violento nubifragio abbattutosi nella zona del Canavese, la squadra del Distaccamento dei Vigili del Fuoco Volontari di Bosconero, mentre si recava su un intervento di soccorso, a causa delle cattive condizioni della strada, che era stata allagata dalla pioggia, l'autopompa usci fuori dalla sede stradale. Il mezzo si ribaltò nel fossato che costeggiava la strada, dalla parte di La Scala. L'automezzo venne parzialmente invaso dall'acqua che scorreva impetuosamente nel canale. La Scala morì per le lesioni riportate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Albo dei caduti delle guerre

 

 

 

 

 

Leopoldo Dionisi (+ ? - 07/04/1918)

Il campo di battaglia ove trovò la morte di Dionisi è sconosciuto.

 

Pietro Socco (+ Sondrio - 14/12/1918)

La morte di Socco avvenne nell'ospedale da campo di Bormio, per le ferite riportate in guerra.

 

 

               

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Albo delle vittime per la Liberazione

 

 

 

 

 

Francesco Aime

Nome di battaglia "Francesco", apparteneva all'XI Brigata 2° Divisione. Venne catturato il 13 marzo 1944 e deceduto poi nel campo di concentramento di Mauthausen il 15 maggio 1945.

 

Antonio Appino

Smobilitato il 13 agosto 1943 per aver scelto la strada della montagna, morì pochi mesi dopo, l’8 dicembre 1943 a soli 19 anni, per mano dei nazi-fascisti nel corso della battaglia di Monte Soglio nei pressi di Forno Canavese.

 

 

               

 

Giovanni Audino

Tra i morti dell’eccidio di Cudine, una località nei pressi di Corio, dove il 17 novembre 1944 fu decimata la 46° Brigata Garibaldi con ben 34 partigiani trucidati, si trovava Giovanni Audino, nome di battaglia “Smith” in servizio al Distaccamento Bonafous. Nacque a Tonengo in provincia di Asti il 21 aprile 1925.

 

Rinaldo Ballari (+ Torino - 04/01/1944)

Il 5 gennaio Ballari Rinaldo e Giudici Cesare furono fucilati nella Caserma “Monte Grappa” di Torino. Due giorni prima esattamente il 3 gennaio  mentre erano alla ricerca di armi, furono arrestati dai famigerati RAP fascisti, i reparti anti partigiani, in via Nizza nei pressi del cavalcavia di corso Sommeiller assieme a Altieri Giovanni e Gherra Azeglio. Il Tribunale Speciale Fascista lo stesso giorno per direttissima condannò alla pena capitale tramite fucilazione Ballari e Giudici. Dieci anni di reclusione vennero inflitti ad Altieri e Gherra.

 

 

               

 

Pasquale Baretta

In servizio al distaccamento di Pinerolo, venne inspiegabilmente arrestato dalla polizia tedesca alle 9.00 del mattino del 19 agosto 1944. Il suo arresto era probabilmente legato all'uccisione del fratello avvenuta cinque giorni prima in un conflitto a fuoco con la Guardia Repubblicana. Venne inviato in Germania in un campo di concentramento.

 

Carlo Bensi

Carlo Bensi nacque a Torino il 7 marzo 1924. Anche lui in servizio al Distaccamento collinare “Ghidini”, venne smobilitato per chiamata alle armi 24 febbraio 1944. Cadde il 21 marzo 1944 in un agguato tesogli dai repubblichini a Pian Rorà nei pressi di Luserna San Giovanni dopo essersi difeso all’arma bianca.

 

 

               

 

Ugo Borri

Ugo Borri, nome di battaglia «Dragone Nero», nacque a Torino il 14 marzo 1925. prestò servizio a Chieri e al Lingotto. Fu smobilitato il 23 dicembre 1943 e si unì alle formazioni del XVIII Brigata Garibaldi. La sua morte, per fucilazione, avvenne il 17 febbraio 1945 a Locana, mentre tornava da una missione in terra francese.

 

Giuseppe Bovero

Giuseppe Bovero; solo recentemente è stato scoperto il suo nome tra i pompieri-partigiani caduti. Nacque il 27 marzo 1925. Inizialmente prestò servizio a Tirrenia, giunse al Comando di Torino, distaccato a Chivasso, nel marzo del 1943; vi rimase per soli tre mesi quando il 21 giugno venne smobilitato per chiamata alle armi. Si aggregò alla 42° Brigata Autonoma “Vittorio Lusani”; morì in combattimento a Crescentino poco più che ventenne, precisamente il 25 aprile 1945.

 

 

               

 

Remo Bretto

Remo Bretto nacque a Feletto Canavese. Fu fucilato a 19 anni a Ronco Canavese. Vigile del Fuoco in servizio a Chieri, fu denunciato assieme al vigile Chialva Sergio al Tribunale Militare per abbandono del servizio avvenuto il 18 novembre 1943. Il 23 giugno 1944 il Tribunale Militare lo condannò in contumacia a due anni di reclusione e al pagamento di una multa di lire 3.000 per appropriazione indebita del materiale pompieristico personale a lui affidato. Inoltre su di lui pendeva anche un ordine di cattura emesso dalla Procura Militare di Stato. Le ricerche vennero effettuate dalla Guardia Nazionale Repubblicana di Rivarolo Canavese. Oggi Feletto C.se lo ricorda con una via a lui dedicata.

 

Giovanni Bricco

Il comando della Brigata SAP dei Vigili del Fuoco “Pensiero Stringa”, venne affidata al vigile Bricco Giovanni nome di battaglia “Roberto”, ma solo per breve tempo, fino a quando non

cadde nella retata tesagli dai tedeschi. Venne interrogato sotto tortura, ma non parlò mai. Venne spedito a Mauthausen dove, grazie all’aiuto di Giuliano Pajetta, riuscirà a sfuggire alla camera a gas; ritornerà a casa nel giugno del 1945, salvo, ma con la salute irrimediabilmente compromessa.

 

 

 

               

 

Alberto Caudana

Alberto Caudana, Medaglia di Bronzo al Valor Militare, nacque a Torino il 18 marzo 1923. Militare dell’aviazione dall’inizio della guerra, rientrò a Torino da Pola dopo l’8 settembre, per essere assunto nei Vigili del Fuoco l’8 novembre 1943 e inviato al Distaccamento di Lucento. Nel Corpo svolse un attivo lavoro con le SAP e GAP cittadine. Quando la sua attività di antifascista divenne ormai conosciuta alla polizia fascista, nel ‘44 si unì alla Brigata G.L. “Brosio” operante nei pressi della Borgata Rosa a Castiglione Torinese, dove oggi esiste una via a lui intitolata. Durante “un’azione di forzamento ad un posto di blocco condotta in pieno giorno, accortosi che l’avversario ne aveva rinforzato la guarnigione e che la sorpresa veniva quindi a mancare, non esitava ad aprire il fuoco sul nemico e, da solo, da una posizione scoperta, continuava a sparare con il suo fucile mitragliatore, finché, colpito da una raffica avversaria, cadeva gloriosamente sul campo”.

 

Domenico Chiabotto

Durante l’estate ‘44 la Valle di Lanzo subì ancora un rastrellamento. Violenti scontri si svolsero a Viù, Usseglio e Lemie. Nel corso del rastrellamento caddero diversi partigiani. Tra questi Chiabotto Domenico Vigile del Fuoco smobilitato il 24 febbraio dello stesso anno.

 

 

               

 

Antonio Dall'Osto

Dall’Osto Antonio: nacque a Montecchio Precalcino in provincia di Vicenza il 12 novembre 1922. Prestò servizio al Distaccamento “Bellezia”, da dove venne smobilitato il 24 febbraio 1944 per chiamata alle armi. Il 28 aprile 1945 durante i giorni della liberazione di Torino, venne ferito all’addome e al braccio destro. Morì il 2 maggio 1945 presso l’ospedale di Sassi dove era stato ricoverato. Non sono stati ritrovati eredi.

 

Elio Di Blasi

Una spedizione di trentasei inglesi e partigiani morì nella bufera delle Gorges du Malpasset, poco dopo il valico della Galisia nel Parco del Gran Paradiso, “con le braccia tese, con le dita curve in un ultimo tentativo di aggrapparsi a qualche spunto di roccia o ghiaccio, che potesse ancora strapparli a quella orribile morte bianca”. Tra i partigiani morti c’era Elio Di Blasi pompiere-partigiano, nato ad Alessandria il 17 febbraio 1925. Di Blasi presentò la domanda di smobilitazione per chiamata alle armi. Invece di presentarsi alla chiamata preferì unirsi alle formazioni autonome operanti nell’alto Canavese. I corpi delle trentasei vittime vennero recuperati solo nell’estate del 1945 da altri vigili del fuoco di Torino.

 

 

               

 

Franco Ferrero

Franco Ferrero nacque a Torino il 23 ottobre 1924. Venne smobilitato dal Corpo Nazionale il 21 agosto 1943; morì il 15 luglio 1944. La sua ultima sede di servizio fu il Distaccamento di Stupinigi. Non si conoscono le circostanze e il luogo del decesso.

 

Giancarlo Fissore

Gian Carlo Fissore decedette tra torture e tormenti nel campo di concentramento della risiera di San Saba nei pressi di Trieste. Il fatto è rimasto sconosciuto per diversi anni, infatti ancora non si conosce la data certa della scomparsa e le circostanze. Le sue tracce si perdono definitivamente il 12 febbraio 1944, quando in servizio presso la Casermetta Stupinigi si assenta ingiustificatamente. Per questo gli venne inflitta una multa ed un giorno di consegna; verrà definitivamente smobilitato il 20 febbraio dello stesso anno.

 

 

               

 

Giovan Battista Fontana

Giovan Battista Fontana nacque a Cavaiore (VN) il 12 settembre 1926. Venne assunto nel novembre del 1942 e meno di un anno dopo, esattamente il 10 settembre 1943 venne smobilitato per abbandono del servizio. Era dislocato presso il Distaccamento del Lingotto. La sua morte è datata 7 luglio 1944.

 

Giovanni Galletto

Giovanni Galletto, Medaglia di Bronzo, nacque a Torino il 29 agosto 1924. Fu assunto nel Corpo il 12 gennaio 1943; pochi mesi dopo, il 27 novembre, venne smobilitato dal Distaccamento di Rivarolo per abbandono del servizio. Anche Galletto prese la strada della montagna con indosso i panni del Corpo, una nota redatta dal M.llo Ressia, capo distaccamento, informava il Comando dell’abbandono del servizio senza aver versato il corredo. Con Cimalando Romolo suo cugino furono tra i primi a scegliere la montagna. Diede vita con altri partigiani alla Brigata di Manovra della IV Divisione Garibaldi, con zona di operazione a Pian Audi nei pressi di Corio Canavese. Il 9 agosto 1944 venne gravemente ferito da una bomba a mano repubblichina. Fu curato in un ospedaletto da campo partigiano e subito riprese le sue azioni. Venne catturato il 3 febbraio 1945 presso Busano nel Canavese e trasportato nel campo di concentramento di Bussoleno, dove ricevette un duro trattamento. Successivamente fu trasportato all’Ospedale delle Molinette dove morì il 5 aprile vittima del bombardamento che in quel momento infuriava sull’ospedale.

 

 

               

 

Giuseppe Gibellino

La giornata del 26 aprile 1945 si svolse in modo drammatico. Le forze tedesche e fasciste cercavano di riconquistare le posizioni perdute. I resistenti cercarono con le poche leggere e bombe molotov di difendere forti del coraggio e della determinazione, le fabbriche e le parti della città conquistate al nemico, che man mano si chiudeva nel centro della città attorno ai loro quartieri generali: corso Oporto oggi corso Marconi, l’Albergo Nazionale in via Roma sede delle S.S. tedesche, la Caserma di via Asti sede della G.N.R. Nell’assalto della famigerata caserma di via Asti dove vennero torturati e assassinati molti partigiani, cadde la mattina del 27 aprile, il vigile del fuoco Gibellino Giuseppe accorso con altri colleghi per dar manforte ai compagni della V Divisione SAP, impegnati nella battaglia. Con i compagni, tra cui Cassarin Luigi, mentre facevano fuoco con un cannoncino da 75/17 contro la caserma Dogali, dalla stessa partì un colpo di mortaio di risposta che esplose vicino al gruppo. Gibellino morì subito, gli altri subirono ferite più o meno gravi. Erano le ore 14 del 27 aprile 1945. Poco dopo e a breve distanza dal luogo un altro vigile del fuoco, Graziano Angelo, venne ferito gravemente da una bomba a mano lanciata da un fascista in bicicletta, mentre era impegnato a far fuoco con una mitragliatrice. Gibellino nacque a Torino il 28 maggio 1911. Capitano Maggiore del 1° Regg.to Genio dal 1940 all’8 settembre 1943, venne assunto il 16 giugno 1944. Svolse il suo servizio al Distaccamento collinare “Alberto Picco”, da dove partì con gli altri compagni.

 

Carlo Girardi

Il vigile Girardi Carlo arrestato il 30 agosto 1944 da quattro agenti della “Gestapo”, che irruppero armati di fucili mitragliatori nel Distaccamento del Lingotto dove prestava servizio. Per lui l’accusa era di violenza ad un gerarca fascista, uno dei tanti atti avvenuti il 25 luglio 1943, giorno della caduta del governo fascista. Venne tenuto segregato per circa venti giorni nella Caserma Cernaia. Il 19 settembre fu trasferito anche lui in un campo di concentramento tedesco. La sua smobilitazione avvenne il 30 ottobre.

Di lui non si sono più avute notizie.

 

 

               

 

Cesare Giudici

Il 5 gennaio Ballari Rinaldo e Giudici Cesare furono fucilati nella Caserma “Monte Grappa” di Torino. Due giorni prima esattamente il 3 gennaio  mentre erano alla ricerca di armi, furono arrestati dai famigerati RAP fascisti, i reparti anti partigiani, in via Nizza nei pressi del cavalcavia di corso Sommeiller assieme a Altieri Giovanni e Gherra Azeglio. Il Tribunale Speciale Fascista lo stesso giorno per direttissima condannò alla pena capitale tramite fucilazione Ballari e Giudici. Dieci anni di reclusione vennero inflitti ad Altieri e Gherra.

 

Mario Grandi

Mario Grandi nacque ad Almese l’11 febbraio 1919; in servizio prima al Distaccamento di Stupinigi e poi all’Accademia in via Verdi , venne smobilitato il 22 settembre 1944 cinque giorni dopo la sua morte, avvenuta esattamente il 17 settembre 1944. Esiste nella sua cartella personale una ricevuta manoscritta datata 3 novembre 1944, con la quale si dichiara che Grandi versò tutto il suo corredo personale, che mette in dubbio la data della sua scomparsa; potrebbe trattarsi probabilmente di un famigliare che dopo la sua scomparsa restituì l’attrezzatura al Comando.

 

 

               

 

Rocco La Rotonda

Nel mese di giugno cadde fucilato La Rotonda Rocco. Nacque a Candela in provincia di Foggia il 25 gennaio 1923. In servizio presso il Distaccamento del Lingotto venne smobilitato per abbandono del servizio il 16 novembre 1943, meno di un mese dopo la sua assunzione. Nei suoi confronti venne presentata dal Comando al Tribunale Militare una denuncia per essersi appropriato del materiale di dotazione personale, lo stesso materiale con cui fuggì per aggregarsi ai partigiani. Catturato nel corso di un rastrellamento Venne fucilato il 22 giugno 1944 assieme ad altri partigiani in p.zza Carlo Alberto davanti all’ingresso della Biblioteca Nazionale.

 

Carlo Lachello

Carlo Lachello nacque a Villa Deati il 26 marzo 1911. L’ultimo distaccamento in cui presta servizio è il Lingotto, da cui fa domanda di smobilitazione per gravi motivi di famiglia. Gli viene accordata il 10 settembre 1944. Morì, probabilmente fucilato, il 21 novembre dello stesso anno a Aramengo in provincia di Asti.

 

 

               

 

Giacinto Lorenzale

Nacque a Torino il 26 febbraio 1924. In servizio prima presso la caserma centrale e poi dall'8 giugno 1943 a Stupinigi, fu smobilitato il 25 febbraio 1944 perché apparteneva alla classe di leva 1924. Unitosi alle formazioni operanti a Robilante nel cuunese, caddè in combattimento l'11 novembre 1944. Gli venne conferita la medaglia d'argento.

 

Mario Neirotti

Neirotti Mario: di lui non si hanno altre notizie se non quella del decesso avvenuto il 30 aprile 1945.

 

 

               

 

Angelo Ozzella

Ozzella Angelo: nacque a Marentino (TO) il 9 giugno 1926. Come abbiamo appena visto venne smobilitato d’autorità nel settembre del 1943. Il 25 settembre si unì alla 4° Brigata Garibaldi. Il 18 agosto 1944 nel corso di un’azione partigiana a sant’Ambrogio in Val di Susa, nel tentativo di requisire una moto e delle armi venne ferito alla gamba destra e catturato dai nazi-fascisti. Alcuni giorni dopo fu deportato in un campo di concentramento in Germania, dove vi rimase fino al 3 aprile 1945. Riuscì a rientrare fortunosamente in Patria per gravi motivi di salute e, riunitosi alla sua brigata, riuscì a partecipare agli ultimi giorni della lotta di Liberazione. Il fisico era irrimediabilmente minato dalle gravi ferite mai del tutto guarite, che lo porteranno alla morte avvenuta il  5 novembre 1945.

 

Giovanni Rigassio

Di Rigassio Giovanni si conosce la sola data del decesso, avvenuta il 24 ottobre 1944 Non sono stati ritrovati gli eredi. Si presume sia nato a Rondissone.

 

 

               

 

Pietro Rolle

Pietro Rolle venne fucilato a Corio in Piazza Molinar davanti alla popolazione, dopo essere stato torturato, insieme ad altri sei partigiani. Pietro nacque a Venaria Reale l’8 aprile 1925. Faceva parte dell’11° Brigata partigiana garibaldina, operante tra la bassa Valle di Lanzo e il Canavese. I fascisti, come solitamente facevano, impedirono la sepoltura della salma. Oggi in Venaria Reale città natale di Pietro Rolle esiste una via intitolata al suo nome.

 

Luciano Schierano

Luciano Schierano nacque a Castelnuovo Don Bosco (AT) l’8 giugno 1925. In servizio al Distaccamento collinare “Ghidini” la sua smobilitazione d’autorità avvenne il 12 ottobre 1943. Il 16 settembre chiese di essere trasferito dal Distaccamento di Chieri al “Ghidini”. Ottenutolo non si presentò facendo perdere le sue tracce. Un rapporto dei C.C. della Stazione di Barriera Milano del 10 ottobre avvertì il Comando dell’insuccesso delle ricerche compiute su Schierano. La sua scomparsa è datata 21 marzo 1944 in circostanze sconosciute.

 

 

               

 

Pensiero Striga

Nacque a Torino il 15 luglio 1924. Prestava servizio presso il distaccamento del Martinetto, quando si rifiutò di rispondere alla chiamata alle armi e, nel settembre 1943, si unì alle prime bande partigiane nella zona di Luserna S. Giovanni, dove venne poi inquadrato nella 105ª brigata Garibaldi.

Pensiero cadde in un'imboscata tesagli dai fascisti alle basse di Stura di Torino.

 

Ermete Voglino

Ermete Voglino astigiano di nascita, precisamente di San Damiano d’Asti, di Voglino non esiste purtroppo la cartella personale. Sappiamo che dall’autunno del 1943 andò ad unirsi alle formazioni partigiane che operavano nel circondario di Asti. Venne catturato ben due volte; una prima volta venne rilasciato, la seconda volta riuscì a fuggire, nei pressi di Bolzano, dal treno che lo stava portando in Germania in un campo di concentramento. Riuscì a ricongiungersi con i compagni con i quali riprese l’attività clandestina in qualità di Comandante di Brigata e Capo del Servizio approvvigionamento per le formazioni operanti in Val Pellice e nel Monferrato.

Venne catturato una terza volta - purtroppo l’ultima - il 16 febbraio del 1945 nei pressi di Asti, si pensa su delazione, mentre con altri compagni doveva attaccare il Comando Tedesco. Venne lungamente torturato dalle Brigate Nere nel carcere di Asti, dal quale uscì il 13 marzo per essere fucilato contro il muro di cinta del cimitero di Asti, con altri suoi due compagni: Anselmo Torchio e Pietro Vignale.

 

 

               

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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